Le malattie croniche infiammatorie intestinali, conosciute con l’acronimo MICI (o IBD in inglese, Inflammatory Bowel Diseases), comprendono principalmente due patologie: il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.
Si tratta di condizioni infiammatorie persistenti che colpiscono l’intestino e che, pur presentando caratteristiche diverse, hanno in comune un andamento cronico e recidivante, cioè, alternano fasi di peggioramento (riacutizzazioni) a periodi di miglioramento (remissione).
Chi soffre di una MICI può sperimentare sintomi come dolori addominali, diarrea (spesso con sangue nel caso della colite ulcerosa), stanchezza cronica e perdita di peso. Ma oltre ai disturbi intestinali, queste malattie possono avere ripercussioni anche su altri organi, come articolazioni, pelle, occhi e fegato. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma si ritiene che siano il risultato di una complessa interazione tra predisposizione genetica, sistema immunitario e fattori ambientali, tra cui anche l’alimentazione.
La nutrizione gioca un ruolo fondamentale nella gestione delle malattie infiammatorie intestinali, anche se non esiste una “dieta universale” valida per tutti i pazienti.
L’alimentazione non è considerata una causa diretta della malattia, ma può influenzarne l’andamento: alcuni cibi possono peggiorare i sintomi, mentre altri possono contribuire a mantenere la remissione o a migliorare lo stato nutrizionale della persona.
Durante le fasi acute, ad esempio, è spesso necessario seguire una dieta leggera, povera di fibre e facilmente digeribile, per ridurre l’irritazione della mucosa intestinale. In altri casi, soprattutto nel morbo di Crohn, possono esserci difficoltà nell’assorbimento di nutrienti, e quindi può rendersi necessario integrare vitamina B12, vitamina D e folato, sali minerali (come il ferro o il calcio), o persino ricorrere a una nutrizione artificiale per via orale o enterale.
In fase di remissione, l’obiettivo è mantenere uno stato nutrizionale ottimale, prevenire carenze e favorire la salute intestinale. Alcuni studi suggeriscono che una dieta Med ossia ad impronta mediterranea ricca di alimenti freschi, non processati, con un buon apporto di frutta, verdura cotta, cereali integrali tollerati, pesce e grassi “buoni” come quelli dell’olio extravergine d’oliva, possa avere un effetto positivo nel ridurre l’infiammazione sistemica. Al contrario, cibi ultra-processati, zuccheri raffinati, bevande zuccherate e grassi trans sembrano associarsi a un maggiore rischio di riacutizzazioni.
Diversi altri modelli dietetici si sono fatte largo come la dieta a basso contenuto di FODMAP, la dieta senza glutine; approcci nutrizionali che necessitano di trial clinici supportati per ottenere una valida base scientifica.
Negli ultimi anni, l’attenzione si è concentrata anche sul ruolo del microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino. Un microbiota in equilibrio contribuisce alla salute dell’apparato digerente e del sistema immunitario, mentre uno squilibrio (disbiosi) può alimentare l’infiammazione. Ecco perché è importante favorire una flora intestinale sana, anche attraverso l’alimentazione, l’uso consapevole di probiotici e, in certi casi, attraverso trattamenti mirati sotto supervisione medica.
Le malattie infiammatorie croniche intestinali richiedono un approccio multidisciplinare. Il ruolo del nutrizionista, in collaborazione con il gastroenterologo, è fondamentale per adattare la dieta alle esigenze del paziente, monitorare lo stato nutrizionale e migliorare la qualità della vita. L’ascolto del proprio corpo, la consapevolezza dei segnali che ci invia e la personalizzazione del percorso alimentare sono strumenti preziosi nella gestione quotidiana di queste patologie.
In fondo, quando si parla di salute intestinale, non si tratta solo di “cosa” mangiamo, ma anche di “come” ci prendiamo cura di noi stessi.

Risotto alla zucca e crema di ricotta
Ingredienti (per 2 persone)
- 160 g di riso Carnaroli (o Arborio)
- 300 g di zucca (Delica o Butternut), già pulita e tagliata a dadini
- 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
- 40 g di ricotta fresca (anche delattosata, se necessario)
- Brodo vegetale leggero (fatto con carota e zucchina, senza sedano o cipolla)
- 1 cucchiaino di parmigiano grattugiato (facoltativo)
- Sale q.b.
Preparazione
- Metti a bollire in acqua una carota e una zucchina. Evita cipolla, porri o sedano che possono essere irritanti. Cuoci per circa 30 minuti, poi filtra.
- In una casseruola, scalda l’olio extravergine d’oliva. Aggiungi la zucca a dadini con un paio di cucchiai di brodo, copri e fai cuocere a fuoco basso per 10 minuti, finché morbida. Schiaccia leggermente con una forchetta.
- Aggiungi il riso alla casseruola con la zucca, mescola bene per 1-2 minuti. Poi comincia ad aggiungere il brodo caldo, un mestolo alla volta, mescolando di tanto in tanto.
- Prosegui la cottura per circa 15-18 minuti, aggiungendo brodo man mano che si asciuga.
- A fine cottura, a fuoco spento, aggiungi la ricotta (e parmigiano, se usato). Mescola fino a ottenere una consistenza cremosa. Regola di sale.
Servi tiepido, evitando temperature troppo calde che possono irritare.
Benefici nutrizionali
- Zucca: fonte di beta-carotene e fibre solubili, delicata sull’intestino.
- Ricotta: proteine leggere e digeribili.
- Riso: ben tollerato, assorbe liquidi ed è facile da digerire.
- Niente soffritti, cipolla o aglio: riduce il rischio di irritazione intestinale.







